Matteo 6,1-4 - L'elemosina

Matteo 6,1-4 - L'elemosina

Matteo 6,1-4
L'elemosina



1State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.

2Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

3Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.


(Bibbia CEI 2008)

Commento:


Matteo 6,1-4


La comunità in ascolto di Gesù è chiamata a vivere come il Figlio (5,1-12), dando testimonianza al mondo di una giustizia che nell’amore è capace di superare il legalismo farisaico (5,17-20). Ricordiamo che la giustizia cui sono chiamati i cristiani deve «superare», essere sovrabbondante, rispetto a quella degli scribi e farisei: «Si sono seduti sulla cattedra di Mosè e […] Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente» (cfr. Mt 23,1-7).

  • La pratica e le intenzioni. Mentre le antitesi di 5,21-48 toccano i rapporti sociali del quotidiano, in 6,1-18 Gesù fa riferimento alle pratiche di pietà religiosa. Esse sono patrimonio spirituale degli Israeliti: «È meglio la preghiera con il digiuno e l’elemosina con la giustizia, che la ricchezza con l’ingiustizia. Meglio praticare l’elemosina che accumulare oro. L’elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l’elemosina godranno lunga vita» (Tb 12,8-9). L’intenzione di Gesù è voler toccare nel profondo del cuore. Se svela delle ipocrisie è affinché il cristiano possa davvero essere ogni giorno sale della terra e luce del mondo (5,11-16). Gesù, dunque, non abolisce o annulla la pratica, ma chiede che sia vissuta con intenzione umile e sincera, disinteressata e gratuita.
  • Elemosina è misericordia. Il termine greco è “ἐλεημοσύνην” (eleēmosynēn) e, declinato in modi differenti, compare nel NT poco più di una decina di volte. Esso è traducibile anche con “misericordia”. Infatti, etimologicamente è legato ad ἐλεέω (eleeó) che significa aver pietà, fare misericordia a qualcuno. Nell’AT Os 6,6, che usa l’ebraico “ḥe·seḏ”, è citato in Mt 9,13 e 12,7 proprio con questo significato. Letteralmente dunque l’elemosina è qualcosa che riguarda l’essere misericordioso, l’avere “il cuore vicino alle miserie altrui”. Un’elemosina fatta per essere osservati, lodati e premiati dalla gente è una contraddizione in termini. Essa avrebbe per fonte l’appagamento egocentrico, invece che l’amore del Padre, il quale «fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (5,45).
  • Preziosità dell’elemosina. I poveri sono sempre presenti nella storia. Essi dicono profeticamente la provvisorietà con cui abitiamo la terra e sono da amare e soccorrere per amore di Dio. Gli Israeliti sanno bene che questo è un dovere d’amore (Dt 14,28-29; 15,7-11; 24,19-22). Come in 5,42 Gesù ha detto di dare a chiunque chieda, così ora invita ad avere occhi e cuore specialmente per i poveri. Il povero c’è e va soccorso. Gesù stesso si identifica nel più bisognoso; egli è sempre con noi (Mc 14,7) e l’amore al povero sarà metro del riconoscimento e del giudizio (Mt 25,31-46). Profezia di amore e affidamento a Dio è la vedova povera di Mc 12,38-44, contrariamente ai ricchi. Essi, nel gettare nelle trombe del Tempio parte del loro superfluo, facevano risuonare per tutti il gesto che avrebbero dovuto compiere con più purezza di cuore e povertà di spirito (5,1-12). Beato chi ha pietà del povero (Pr 12,21), perché «chi opprime il povero offende il suo creatore, chi ha pietà del misero lo onora» (Pr 12,31).

All’elemosina Gesù lega la preghiera e il digiuno. Sembra di rileggere il profeta Isaia il quale ci ricorda che culto e digiuno gradito a Dio è sciogliere i legami iniqui, quelli che iniziano nel cuore e opprimono il povero (Is 58,6-8;Am 8,4-8).



Paralleli e approfondimenti
  • Elemosina: Lv 23,22; Tb 1,3; 2,14; 14,2; Pr 21,26; Sir 3,30; 7,10; 29,8-12; Dn 4,24; Mt 19,21; Lc 11,41; 12,33; At 9,36; 10,4; 24,17; 1Cor 13,3; 2Cor 8,2-14; Ef 4,28.

Matteo 6,1-4 - L'elemosina

Elemosina ha la stessa radice di fare misericordia. Essa non è solo una pratica, ma il cuore stesso che si piega per essere vicino alla miseria del fratello e della sorella, del povero nel quale Gesù stesso si identifica

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