Matteo 13

Le cose nascoste

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vv. 31-35

31 Espose loro un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. 32 Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami ".
33 Disse loro un'altra parabola: "Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata".
34 Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, 35 perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:

Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.
© Testo a cura della CEI consultabile su bibbiaedu

Paralleli e rimandi
Sal 78,2; 84,4; 104,12 | Sap 11,26 | Ger 23,5-6 | Ez 17,22-24 | Dn 4,9.18 | Mt 11,19; 16,6; 17,20 | 1Cor 2,7; 5,6-8; 6,19 | 1Ts 3,12 | Gc 5,7

Nel cap. 13 ci è fatto dono di alcune parabole, per le folle e per i discepoli, con la spiegazione di due tra queste (seminatore e zizzania). Tra la parabola della zizzania e la spiegazione leggiamo: parabola del granello di senape (vv. 31-32), del lievito (v. 33) e perché le parabole (vv. 34-35). Alcuni punti di riflessione:

  • Parabola del granello di senape (vv. 31-32). Il regno dei cieli è come il granello. Il segno dice piccolezza e nascondimento all’inizio, ma poi sviluppo, grandezza e gioia. La parola del regno è un insegnamento che entra nelle orecchie e sembra non cambiare il mondo attorno, ma accolta nei cuori, ha la capacità di trasformare la vita di coloro che la ricevono. Quanti cambiano la propria vita, sono poi in grado di cambiare il mondo intero. Essi sono il terreno buono (v. 8) in cui il seme della Parola fruttifica con abbondanza. Il granello di senape ritorna nel Vangelo di Matteo come immagine della fede che può spostare le montagne (17,20), segno che la piccolezza della propria vita diventa grande per la grazia della presenza di Dio. La citazione degli uccelli del cielo che trovano casa tra i rami del nuovo albero, richiama: nell’AT il discendente di Davide che guiderà Israele (Ez 17,22-24 e Ger 23,5-6), Nabucodònosor forte e potente (Dn 4,9.18) e la frescura come provvidenza che Dio offre a tutte le sue creature (Sal 104,12). Ricordo anche un’altra immagine e riguarda il Tempio: i passeri e le rondini che trovano posto per fare la casa sotto i cornicioni e le grondaie della casa di Dio (Sal 84,4): chi accoglie il seme del regno, diventa dimora di Dio (1Cor 6,19).
  • Parabola del lievito (v. 33). Gli Israeliti celebrano la Pasqua con azzimi: senza lievito. Bedikat Chametz è l’operazione per cui si elimina ogni traccia di lievito e alimento lievitato, prima della settimana precedente alla Pesach. L’immagine appare impura. Il significato è legato alla parabola precedente: la parola del regno è così intima e profonda nel cuore, che sembra scomparire, ma nasconde una forza che fa crescere la vita, come il lievito fa con la farina. È il simbolo della grazia nuova di Cristo; infatti chi vuole seguire Gesù deve eliminare il lievito dei farisei e dei sadducei che è l’ipocrisia (Mt 16,6) e vivere come persona nuova (1Cor 5,6-8).
  • Perché le parabole (vv. 34-35). Come in apertura, Matteo ricorda che Gesù parlava alle folle in parabole (v. 3). Qui cita il Sal 78,2 per dichiarare che Dio stesso si rivela nelle semplici parabole e che il desiderio di comunione Gli appartiene da sempre, fin dalla creazione. Il mistero nascosto e ora rivelato è la sapienza di Dio (1Cor 2,7); la sapienza che l’uomo deve riconoscere è Gesù (Mt 11,19).

Ciò che accomuna le due brevi parabole, ci spiega il significato delle parole e le intenzioni del Signore: la piccolezza nascosta che diventa grandezza manifesta è immagine della Parola che accolta e meditata nel cuore, può cambiare la vita; l’energia che fa crescere è la grazia di Dio che ci insegna ad amare (1Ts 3,12); il tempo dell’attesa e della crescita sono il tempo di Dio paziente e indulgente (Sap 11,26; Gc 5,7) che si intreccia con il tempo della nostra esistenza. Dio è amore.



Paralleli e approfondimenti

  • Paralleli: senape Mc 4,30-32; Lc 13,18-19
  • Lievito Lc 13,20-21
  • Perché le parabole Mc 4,33-34
  • Fede come il granello di senape: Mc 9,29; Lc 17,6.


© don Cosimo Quaranta

Quando si usa nella preghiera questo testo?

Nella liturgia questo brano evangelico lo troviamo:Nel Breviario non troviamo questo testo. 

In altri riti:
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  • Riconoscere
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