Atti degli Apostoli 3

Il discorso di Pietro nel Tempio

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vv. 11-16

11Mentre egli tratteneva Pietro e Giovanni, tutto il popolo, fuori di sé per lo stupore, accorse verso di loro al portico detto di Salomone.
12Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo e perché continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra religiosità avessimo fatto camminare quest'uomo? 13Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padriha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; 14voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. 15Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni. 16E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo che voi vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest'uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi.
© Testo a cura della CEI consultabile su bibbiaedu

Paralleli e rimandi:
Gb 6,10; 31,28 | Pr 30,9 | Is 42,1; 51,13; 52,14 | Ger 5,12 | Mt 10,33; 12,18; 26,69 | Mc 8,38; 14,66 | Lc 4,18; 9,26; 12,9; 22,56 | Gv 10,22-30; 18,17.37 | At 5,12; 8,9 | 1Tm 5,8 | 2Tm 2,12-13 | Tt 1,16 | Gd 4 | Ap 2,13; 3,8

San Pietro, Pentecoste San Pietro riceve e comunica la Pentecoste

La risurrezione di Cristo è testimoniata ai contemporanei degli apostoli in parole e segni. Come Gesù predicò e operò miracoli, per annunciare la signoria del Regno di Dio, così gli apostoli vivono come lui, portando il Vangelo. Questo discorso segue il primo miracolo degli Atti e Pietro è voce di tutta la comunità apostolica. Luca è un medico e non sfugge alla sua attenzione la guarigione fisica di qualcuno. Così mette in risalto sia il fatto fisiologico (uno storpio che ora cammina bene), che spirituale (il nome di Gesù salva) per mostrare che l’azione di Dio tocca tutta la persona intera.

  • Ambientazione giudaica e novità della fede cristiana. Pietro parla nel Tempio presso il portico di Salomone, zona colonnata del lato orientale. L’indicazione è doppiamente simbolica perché siamo sia in un luogo prettamente giudaico, che legato alla memoria di Gesù. In quel portico, infatti, Gesù aveva dichiarato di essere il Figlio di Dio e pastore delle pecore del suo gregge (Gv 10,22-30). In At 5,12 Luca riferisce poi che la prima comunità di credenti lì era solita radunarsi. Pietro è un Giudeo e si sente parte del popolo d’Israele, tanto che non parla di una nuova divinità, ma del «Dio dei nostri padri». Dà testimonianza di Gesù risorto e della sua potenza, mostrando anche il suo cammino interiore di conversione. Infatti, dice che loro hanno rinnegato Gesù, ma sa bene che parla anche di se stesso (Mt 26,69). Quando accusa che hanno «ucciso l’autore della vita», l’immagine è iperbolica per quanti lo ascoltano, ma per niente esagerata nella sua esperienza della morte e risurrezione di Cristo. Che cosa sta comunicando? Egli sta invitando a conversione, proponendo lo stesso cammino interiore vissuto dagli apostoli.
  • Motivo della guarigione. Il motivo della guarigione è interessante se pensiamo che in duemila anni di letture del testo, l’idea media della credenza comune non sia ancora cristianizzata davvero. Gli astanti credono che lo storpio sia stato guarito per un «potere» o per una forte «religiosità», ma non è così. Quanti oggi ragionano ancora così, confidando in qualche pratica magica, superstiziosa o magari il merito e credito davanti al Signore! Il potere - fraintendimento come in At 8,9 - è una forza magica, che non esiste e che loro non hanno. Merito e credito sono espressi con religiosità, come se un forte sentimento o tante preghiere accumulino davanti a Dio la forza di piegarne la compassione. Ma davvero Dio è indifferente? Davvero è necessario smuoverlo dalla comodità di supremo spettatore, come se il dono del Figlio non fosse già tutta la parola di salvezza di cui abbiamo bisogno?
  • Il nome di Gesù, servo di Dio. Pietro afferma: «il nome di Gesù ha ridato vigore»; «la fede in lui» e «la fede che viene da lui» hanno dato vigore e guarigione. Di fatto non è detto il soggetto che abbia tale fede, ma è lasciato all’intelligenza del cuore: la fede singolare che ha vissuto Gesù nel Padre, insegna la salvezza; la fede riposta in Gesù è camminare nella salvezza; la fede che tutti insieme noi testimoniamo, porterà molti a Gesù e dunque a salvezza.

Pietro chiama Gesù servo di Dio. Meditiamo la sua passione per crescere nella fede.



Paralleli e approfondimenti

  • Rinnegare il Signore: Gb 6,10; 31,28; Pr 30,9; Ger 5,12; Mt 10,33; 26,69; Mc 8,38; 14,66; Lc 9,26; 12,9; 22,56; Gv 18,17; 1Tm 5,8; 2Tm 2,12-13; Tt 1,16; Gd 4; Ap 2,13; 3,8; 
  • Gesù servo di Dio: Is 42,1; 51,13; 52,14; Mt 12,18; Lc 4,18; Gv 18,37.


© don Cosimo Quaranta

Quando si usa nella preghiera questo testo?

Nella liturgia questo brano evangelico lo troviamo:
Nel Breviario .... 

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  • Salvezza
  • Guarigione
  • Servo di Dio
  • Storpio
  • Fede
  • Religiosità
  • Magia

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