Marco 11

Il Signore ne ha bisogno

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precedente 10,46-52 | successivo vv. 12-19
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vv. 1-11

1 Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli 2e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. 3E se qualcuno vi dirà: «Perché fate questo?», rispondete: «Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito»». 4Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. 5Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». 6Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare. 7Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. 8Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. 9Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:

«Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!

10Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!».

11Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.


© Testo a cura della CEI consultabile su bibbiaedu

Paralleli e rimandi
2Sam 7 | Sal 118,22-26 | Is 7,14; 16,4-5; 53,4 | Ger 30,21 | Bar 3,38 | Ez 34,23 | Mi 4,2-5 | Zc 3,8; 9,9 | Ml 3,1 | Mt 8,17; 21,2-5 | Mc 1,7; 11,15-19; 14,13; 16,20 | Lc 1,32; 2,26; 19,30 | Gv 12,14-15

Il viaggio di Gesù nei cap. 1-10 si compie con l'ingresso a Gerusalemme. Questi versetti segnano un punto di svolta nella narrazione. Ciò che precede ha preparato l'ingresso nella città santa, mentre quanto segue è condizionato dal v. 11, giudizio di Gesù sul Tempio. Alcune parole chiave per comprendere il testo e farne meditazione:

  • Ingresso. Gesù si avvicina a Gerusalemme e prepara l'ingresso con la stessa consapevolezza con cui successivamente darà le istruzioni per la preparazione della cena (14,13). Egli mostra di sapere cosa accadrà quando i discepoli andranno a sciogliere il puledro. Da parte dell'evangelista questa è una professione di fede nella provvidenza del piano di Dio e nella continua presenza di Gesù con i suoi (16,20). L'ingresso a Gerusalemme è generalmente interpretato come compimento della profezia di Zc 9,9 (Mt 21,4-5 e Gv 12,14-15). Marco non è così esplicito, ma con gli altri evangelisti condivide la professione di fede in Gesù come il Messia atteso.
  • Puledro d’asino. Gesù avrebbe potuto scegliere un cavallo o un carro come solitamente avvenivano gli ingressi dei re e dei generali degli eserciti vittoriosi. Così facendo, però, avrebbe consegnato un’interpretazione bellicosa della propria azione. La scelta invece cade su un puledro d’asino perché il suo regno non è dominio, ma servizio. Come il puledro porta (o sopporta) i pesi altrui, così la novità messianica di Cristo è il caricare su di sé le gravosità dell’uomo: i pesi del peccato, delle contraddizioni, delle sofferenze subite. È bello leggere «Il Signore ne ha bisogno»: Cristo ha bisogno di un puledro d’asino per comunicare la sua messianicità di misericordia e servizio. Credo che alla fine della lettura del Vangelo, invece, noi stessi possiamo capovolgere l’espressione, riconoscendo di essere bisognosi di Gesù. Infine, guardando come Cristo «si è caricato delle nostre sofferenze» (Is 53,4; Mt 8,17), credo che occorra ricordarci di essere come Chiesa-puledro che porta Cristo al mondo e il mondo ferito a Cristo.
  • Osanna. L'acclamazione rivolta a Gesù è tipica del modo di festeggiare i pellegrini che entravano nella città santa. Qui è possibile anche l’interpretazione messianica, infatti si unisce all’osanna il riferimento al re Davide. Osanna richiama il Salmo 118,25-26 (già citati in 12,10 i vv. 118,22-23). L'espressione significa “Pietà, salvaci!” Come immaginavano dunque il Messia gli Israeliti al tempo di Gesù? Alcuni attendevano un condottiero o un re che li avrebbe liberati dai Romani. Altri ne immaginavano la discesa dalle nubi del cielo. Scegliendo il puledro d’asino sono deluse le aspettative di potenza e dominio, ma allo stesso tempo è esaudita la preghiera di salvezza: il Messia carica su di sé il peso della separazione da Dio e riconcilia nella misericordia i figli al Padre.
  • Tempio. L'ultimo versetto sembra cancellare l'aria di festa dell'accoglienza di Gesù. Lo sguardo con cui scruta il Tempio è giudizio contro la mondanizzazione della casa di Dio, dalla quale a breve caccerà i mercanti (Mc 11,15-19).


Paralleli e approfondimenti

  • Promessa a Davide: 2Sam 7; 
  • Messia atteso: Is 7,14; 16,4-5; Ger 30,21; Bar 3,38; Ez 34,23; Mi 4,2-5; Zc 3,8; Ml 3,1; Mc 1,7; Lc 1,32; 2,26. 
  • Puledro: Zc 9,9; Mt 21,2.5; Lc 19,30; Gv 12,14-15.  


© don Cosimo Quaranta

Quando si usa nella preghiera questo testo?

Nella liturgia questo brano evangelico lo troviamo:
  • Ingresso nella Domenica delle Palme anno B 
  • ...
Nel Breviario non troviamo questo testo. 

In altri riti:
  • ...
TAg di riflessione e commento
  • Gerusalemme
  • Ingresso
  • Messia
  • Profezia
  • Puledro
  • Umiltà
  • Servizio
  • Osanna
  • Tempio
  • Zaccaria

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