Luca 24

I discepoli di Emmaus

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vv. 28-35

28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano.
29Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto».
Egli entrò per rimanere con loro.
30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!»
35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

© Testo a cura della CEI consultabile su bibbiaedu

Paralleli e rimandi
Es 3,2-4; 13,21 | Dt 33,16 | Ne 9,19 | 1Mac 4,1-26 | Is 7,10-17 | Mt 1,23; 8,19; 26,26-28; 28,20 | Mc 12,26; 14,22-24 | Lc 9,57.61; 20,37; 22,19-20; 24,13 | Gv 1,38; 6,54-56; 11,25 | At 7,30.35; 18,10 | 1Cor 11,24-25 | Ap 3,20; 21,3 

- Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio 2.4 -

Il viandante che condivide il cammino con i due di Emmaus, spiega come le Scritture si siano compiute in Gesù, tanto nello scandalo della croce, quanto nella novità della risurrezione. Delle tre sezioni (13-16; 17-27; 28-35), qui la terza:

  • Essi insistettero, resta con noi! Non abbiamo bisogno di cercare Emmaus sulle cartine geografiche perché questo è il cammino della propria vita davanti al Signore. Nel dialogare camminando, un punto di svolta è quando i discepoli finalmente si rivolgono a Gesù con l’invocazione: «Resta con noi!» La richiesta ha il sapore della preghiera ed esprime ciò che avrebbero voluto dal Gesù terreno per loro ormai scomparso. «Resta con me!» è la preghiera del bambino alla madre prima di dormire, l’invocazione dell’ammalato in agonia, la richiesta e promessa reciproca degli sposi alle nozze. La delusione, dopo l’esegesi del viandante, si cambia in preghiera e invocazione.
  • Entrò per rimanere con loro. All’inizio del Vangelo di Gv i discepoli chiedono di poter dimorare con Gesù (Gv 1,38) e in diverse occasioni se ne esprime il desiderio da parte del maestro o dell’aspirante discepolo (Mt 8,19; Lc 9,57.61). Ora è Gesù che accoglie la preghiera, entra nell’intimo del cuore e cena con i suoi (Ap 3,20).
  • Si aprirono loro gli occhi. Nella sezione precedente il contrasto vedere/non-vedere indicava un’inabilità del cuore, oltre che dei sensi. La comunione con il maestro finalmente riapre gli occhi dei suoi e non hanno più bisogno di trattenerlo - come invece avevano desiderato in passato - per sapere che è sempre con loro (Mt 28,20).
  • Non ardeva il nostro cuore? Il cuore è il centro della persona. La comunione con il Risorto riaccende in esso il roveto della presenza di Dio (Es 3,2). I due erano stati infiammati nel discorrere della Parola, ma mancava ancora il riconoscimento del Signore perché l’incontro fosse perfetto. Riconosciutolo, comprendono che Gesù è la vita vera; chi crede in lui, vive in eterno (Gv 11,25).
  • Davvero il Signore è risorto! L’incontro con il Risorto fa risorgere chi è toccato dalla sua presenza. Rimettersi in piedi e riprendere il cammino sono segni che la risurrezione di Cristo è primizia della nostra risurrezione. La vita innestata in Dio è vita in piedi. Ritornare e testimoniare è possibile perché la luce che guida è nel roveto del Dio nel cuore, piuttosto che negli astri del cielo (Es 13,21; Ne 9,19).

La vicenda di Emmaus è paradigmatica del nostro quotidiano. Il cammino di fede conosce momenti di sofferenza e delusione, segni della morte che minaccia la vita. In questo cammino il Signore offre strumenti di salvezza importanti. Come per i due di Emmaus, la conoscenza delle Scritture è un luogo fondamentale in cui cercare la presenza di Dio. Questa da sola non basta perché non è il molto sapere che sazia l’anima, ma sentire e gustare le cose internamente (Ignazio, ES 2.4). Occorre dunque decidersi per un cammino quotidiano in cui ci si lascia accompagnare dal Signore attraverso quegli strumenti di grazia che ci ha consegnato proprio per poterlo incontrare e a nostra volta donare: la preghiera personale e comunitaria, la vita sacramentale e la carità. Signore, resta con me! Istruiscimi lungo il mio cammino!


Paralleli e approfondimenti

  • Emmaus: 1Mac 4,1-26; Lc 24,13; 
  • Emmanuele: Is 7,10-17; Mt 1,23; 28,20; At 18,10; Ap 21,3; 
  • Roveto del Signore: Es 3,2-4; Dt 33,16; Mc 12,26//Lc 20,37; At 7,30.35; 
  • Mangiare il corpo/sangue del Signore: Mt 26,26-28; Mc 14,22-24; Lc 22,19-20; Gv 6,54-56; 1Cor 11,24-25.


© don Cosimo Quaranta

Quando si usa nella preghiera questo testo?

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In altri riti:
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  • Cenare
  • Risurrezione
  • Testimonianza
  • Pietro 

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