Luca 1

Giovanni è il suo nome

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vv. 57-66

57Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. 58I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
59Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. 60Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». 61Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
62Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. 63Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. 64All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
65Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.
66Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
© Testo a cura della CEI consultabile su bibbiaedu

Paralleli e rimandi
Gen 17,5.10.19; 32,29 | Es 8,15; 9,3 | Lv 12,3 | Gs 4,24; 22,31 | Rt 1,13 | 1Sam 5,11 | 1Cr 22,9 | 2Cr 30,12 | Gb 19,21 | Sal 110,10; 139 | Pr 1,7 | Is 49,1.16 | Ger 1,5 | Ez 48,35 | Mt 1,21 | Lc 1,13.31; 11,20 | At 11,21 | 1Pt 5,6 | Ap 2,17

Centro del brano è l'imposizione del nome durante il rito di circoncisione del bambino. In Gen 17,10 e Lv 12,3 leggiamo che questa norma è molto antica e indica l'appartenenza dell'israelita e di tutto il popolo a Dio. Sono presenti a questo rito i genitori, i vicini e, non ci è detto con precisione, forse Maria (v. 56).

Alcune parole chiave per comprendere il testo e farne meditazione:

  • Grande misericordia. Il momento della nascita di Giovanni viene inteso come dono della misericordia di Dio. Il nome di Giovanni significa “dono di Dio”. La grande misericordia manifestata per questa coppia, avanti negli anni, ma giovane nel cuore, è il segno che Dio è fonte della vita. La misericordia, movimento materno dell'utero di Dio, viscere che si commuovono per i figli, è già un dono grande. Sottolinearlo significa che Dio supera i desideri: Egli compie promesse.
  • Il nome è Giovanni. Giovanni significa anche “grazia/amore di Dio”. Dare il nome è l'azione di Adamo nel giardino e indica il rapporto di signoria e responsabilità che ha con la creazione. Nell'AT Dio cambia il nome oppure ne suggerisce uno per il nascituro, come è avvenuto anche in questo caso. Significa che la nostra vita dipende dalla relazione con qualcuno, abbiamo bisogno infatti di essere chiamati per nome, e il nostro nome diventa il volto con cui ci presentiamo al mondo e costruiamo la storia. Il nome di Giovanni non appartiene alla tradizione della sua famiglia, ma è il frutto della realizzazione della promessa di Dio. La mia identità viene anzitutto dal Signore, che mi ha formato prima ancora che mia madre mi avvertisse in lei (Sal 139) e continuamente mi sostiene nelle sue mani (Is 49,16). Egli è colui che da sempre mi chiama (Ger 1,5; Is 49,1) per un amore unico tra me e Lui. In Apocalisse leggiamo una meravigliosa immagine: Dio da un nome nuovo, che solo lui conosce, ai salvati (Ap 2,17).
  • Parlava benedicendo. Dio è il Benedetto (1,68) perché dona e fa crescere la vita. Benedizione è ciò che fa vivere, maledizione ciò che fa morire. Quando Zaccaria riprende a parlare, riconosce il Dio della vita e le sue parole non possono che essere parole di vita nuova. La misericordia che ha sperimentato e la nascita del bambino, sono segno di una vita che continuamente si allarga: è benedetta la vita!
  • Meraviglia, timore e memoria nel cuore. Elisabetta, Zaccaria, vicini e parenti sono stupiti, meravigliati e gioiosi; a ciò si aggiunge anche il timore. Si intende il timore del Signore di Pr 1,7 e Sal 110,10, sentimento di venerazione verso Dio che ci apre ad accoglierlo: “principio della sapienza è il timore del Signore”.
  • Mano del Signore. La spiegazione di questa immagine è nel v. 1,80: Giovanni cresce e si fortifica nello spirito. La mano di Dio è la forza che guida gli Israeliti verso la terra promessa (Gs 4,24), ma anche la liberazione dal male (Es 8,15; Lc 11,20) e la guida della nuova comunità cristiana (At 11,21).

Il significato di questo brano è da ricercare nella storia personale di ciascuno. Ognuno di noi è davanti al Padre come una promessa di benedizione. Tu ne sei consapevole?


Paralleli e approfondimenti

  • Nome suggerito da Dio: Gen 17,5.19; 32,29; 1Cr 22,9; Ez 48,35; Mt 1,21; Lc 1,13.31
  • Mano di Dio: Es 9,3; Gs 22,31; Rt 1,13; 1Sam 5,11; 2Cr 30,12; Gb 19,21; 1Pt 5,6


© don Cosimo Quaranta

Quando si usa nella preghiera questo testo?

Nella liturgia questo brano evangelico lo troviamo:Nel Breviario non troviamo questo testo. 

In altri riti:
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TAg di riflessione e commento
  • Giovanni Battista
  • Nome
  • Nascita - natività
  • Zaccaria
  • Elisabetta
  • Benedire
  • Misericordia
  • Promessa

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