Atti degli Apostoli 1

Prologo

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vv. 1-2

1 Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi 2fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
© Testo a cura della CEI consultabile su bibbiaedu

Paralleli e rimandi
2Mac 2,19 | Sir prol.; 11,3 | Mt 10,1-8; 28,16-20 | Mc 1,1; 3,13-19; 6,7; 16,19-20 | Lc 1,1-4; 6,12-19; 9,1-2.52; 10,3; 22,35; 24,44-53 | Gv 1,1-18; 7,26; 14,16; 17,18; 20,21.30-31; 21,24-25 | At 1,22; 9,17; 13,27 | 1Tm 3,14-16 | 1Gv 4

San Pietro, Pentecoste San Pietro riceve e comunica la Pentecoste

Il prologo degli Atti degli Apostoli (+ i vv. 3-5) apre il quinto libro del NT, scritto da Luca, autore del terzo Vangelo. I due testi insieme compongono ben un quarto del NT e sono il segno dell’impegno dell’autore per ordinare le informazioni trasmesse a nostra edificazione. 
Nonostante piccole differenze, i due testi sono stati scritti a breve tempo di distanza e ognuno conserva la propria originalità. Il Vangelo è la narrazione con ordine di ciò che «Gesù fece e insegnò dagli inizi» (v. 1), gli Atti sono la narrazione di come i discepoli furono suoi testimoni «a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (1,8).

I prologhi delle due opere sono in parallelo e uniscono idealmente gli scritti, sebbene restino separati.

Alcune parole chiave:

  • Racconto. «Nel primo racconto, o Teofilo» (v. 1) è un chiaro ponte tra le due opere. Luca si rivolge al medesimo destinatario, specificando che il Vangelo è il primo testo, mentre questo è seguente.
    • Perché Luca scrive un racconto? Teofilo ha ricevuto la testimonianza su Gesù per «rendersi conto della solidità degli insegnamenti» (Lc 1,4) e questi sono stati disposti per lui «con ordine» (Lc 1,3). Il Vangelo è la narrazione degli eventi riguardanti Gesù: le opere, l’insegnamento, la passione-risurrezione-glorificazione e le «disposizioni» (At 1,2) date ai suoi. Negli Atti la testimonianza è a partire da due centri narrativi: il centro geografico Gerusalemme e il centro testimoniale, ovvero la vita stessa degli apostoli che furono con Gesù «dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui fu assunto in cielo» (At 1,22).
    • Teofilo. Il destinatario è «l’illustre Teofilo» (Lc 1,3), nome che significa: amico di Dio / amato da Dio / amante di Dio. Poiché non sappiamo nulla di più su lui e i libri non concludono con una seconda dedica, Luca lascia che ogni lettore possa identificarsi in questa storia. È il senso profondo della Parola di Dio in cui non leggiamo parole, ma Dio stesso parla con la sua Parola a chiunque le si accosti. Noi (senso del sito) come le api (Bee) che non possono portare via tutto, ma ciò di cui si macchiano, ci lasciamo toccare dalla Parola (Bla) che sta parlando (Lo).
  • Disposizioni. Le disposizioni cui si allude sono a conclusione dei Vangeli di Luca e Matteo e l’autore le ripropone anche nei vv. 3-8. Si tratta dell’attesa dello Spirito Santo, la potenza dall’alto (Lc 24,49), che li guiderà, conforterà e difenderà (Gv 14,16). Lo Spirito Santo è il medesimo che accompagna Gesù dagli inizi (annuncio a Maria, battesimo di Giovanni, sinagoga di Nazareth…) e ora accompagnerà i suoi discepoli. È la compagnia invisibile ed efficace di Gesù in mezzo ai suoi. Lui li aveva scelti «nello» Spirito Santo e ora li conferma donando lo stesso Spirito.

Per completare il commento a questi versetti, è bella la lettura di 1Tm 3,14-16: la Chiesa è di Dio e Gesù è da noi riconosciuto nello Spirito che ci fa suoi veri religiosi.


Paralleli e approfondimenti

  • Prologhi e conclusioni: 2Mac 2,19; Sir prol; Mt 28,16-20; Mc 1,1; 16,19-20; Lc 1,1-4; 24,44-53; Gv 1,1-18; 20,30-31; 21,24-25;
  • Mandato agli apostoli: Mt 10,1-8; Mc 3,13-19; 6,7; Lc 6,12-19; 9,1-2.52; 10,3; 22,35; Gv 17,18; 20,21; At 9,17;
  • Riconoscere Gesù: Gv 1,10; 7,26; At 13,27; 1Tm 3,14-16; 1Gv 4.



© don Cosimo Quaranta

Quando si usa nella preghiera questo testo?

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