Giovanni 13

Li amò fino alla fine

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precedente 12,37-50 | successivo vv. 6-12
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vv. 1-5

1 Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. 2Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, 3Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. 5Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto.
© Testo a cura della CEI consultabile su bibbiaedu

Paralleli e rimandi:
Gen 18,4; 19,2; 24,32 | 1Sam 25,41 | Mt 26,26-28 | Lc 7,44; 22,15 | Gv 2,4.13; 3,17; 5,1.31-39; 6,4; 7,2.30; 8,12-20; 11,55; 12,20-36; 17,5; 19,42; 20,17 | 1Cor 5,7-8

Il cap. 13 è l’inizio della svolta narrativa. Ciò che è prima (cap. 1-12) è detto Vangelo dei segni e prepara «l’ora» di Gesù. Egli è il Figlio sempre rivolto verso il Padre (1,18), ha dato testimonianza del Padre al mondo (5,31-39; 8,12-20) e ora deve tornare a Lui. Per questo è venuto nel mondo ed è giunto alla sua ora: per unire definitivamente Creatore e creatura in una comunione vitale eterna (3,17; 15). Ciò che leggiamo in questi versetti è l’inizio della cena della Pasqua di Gesù in cui mostra il suo amore «fino alla fine». Fine è compimento, cioè dono di una consapevolezza che sia definitiva. Il definitivo di Gesù è donarsi tutto, come a breve accadrà in croce.

  • Pasqua di Gesù: in altre occorrenze Giovanni specifica che la festa è dei Giudei (2,13; 5,1; 6,4; 7,2; 11,55; 19,42). Qui invece dice solo Pasqua. Il senso è che l’ora di Gesù coincide con la sua Pasqua, cioè il suo passaggio da questo mondo al Padre. Questa Pasqua non è la festa che fa oscillare i sentimenti tra pia memoria e fiduciosa attesa, perché in se stesso ora tutta la storia si compie. Prega la liturgia nel prefazio Pasquale I: «è lui il vero agnello che morendo ha distrutto la morte e risorgendo ci ha ridato la vita». «Fino alla fine» di Gesù è allora anche la nostra abilitazione a raggiungere il fine della creazione che è l’unione con Dio. Quella che Giovanni racconta è dunque nuova Pasqua che inaugura il passaggio dalla terra al cielo. La cena non è ancora quella della festa tradizionale come dice il v. 13,29, ma diventa “la cena” impressa nella memoria del cuore perché al centro di essa Gesù si «alzò» (v. 4; stesso verbo della risurrezione) per lavare i piedi ai propri discepoli.
  • Ora di Gesù: l’ora di Gesù è un’espressione tipica di Gv. Indica il momento della glorificazione, del passaggio di Gesù dalla terra al cielo e della manifestazione piena della gloria di Dio che tutti attendevano. Tradizionalmente i capitoli 13-21 sono detti Vangelo dell’ora (io preferisco considerare a parte 20-21 perché sono Vangelo del giorno nuovo, la Pasqua che irrompe nella storia). In 2,4 alla richiesta di un segno da parte della madre, Gesù risponde che non è giunta la sua ora e così anche commenta Gv in 7,30 e 8,20. Più si avvicina il momento della Passione, più si fa chiara l’imminenza dell’«ora» della donazione, come aveva detto poco prima ai discepoli per ben per cinque volte (12,23. 27x2. 31x2). Questa consapevolezza diventa poi preghiera al Padre perché si compia presto l’ora della gloria (17,5).
  • Abiti di Gesù: è la prima volta che si descrive Gesù mentre indossa un abito. Il vestito del tempo era molto semplice e noi immaginiamo che Gesù fosse dignitoso e senza sfarzi. Il fatto che l’evangelista si premuri di descrivere lo svestirsi e il rivestirsi del grembiule è significativo perché ci sta consegnando un’interpretazione sul gesto e su Gesù. Egli sceglie di togliere l’abito della quotidianità per indossare un preciso indumento di servizio. Così facendo l’interpretazione che Gesù dà a se stesso e all’ora della gloria è secondo la logica della donazione d’amore. La croce sarà l’estremo svestimento del Figlio di Dio, ma anche l’amore più alto. Su di essa, infatti, privo di ogni gloria terrena, dona all’uomo quella gloria divina che aveva perduto peccando e allontanandosi da Dio.


Paralleli e approfondimenti

  • Ora di Gesù: vedi anche in Gv 12,20-36
  • Lavare i piedi: Gen 18,4; 19,2; 24,32; 1Sam 25,41; Lc 7,44; 
  • Pasqua di Gesù: Mt 26,26-28; Lc 22,15; 1Cor 5,7-8.



© Don Cosimo Quaranta

Quando si usa nella preghiera questo testo?

Nella liturgia questo brano evangelico lo troviamo:
  • Giovedì Santo, Messa in Coena Domini
  • ...
Nel Breviario non troviamo questa pericope. 

In altri riti:
  • ...
TAg di riflessione e commento
  • Pasqua
  • Lavanda dei piedi
  • Servizio
  • Spogliarsi
  • Rivestirsi
  • Grembiule
  • Cena
  • Giuda Iscariota
  • Tradire
  • Ascensione
  • Passaggio

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