Giovanni 1

Ecco l'agnello di Dio!

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vv. 29-34

29Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! 30Egli è colui del quale ho detto: «Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me». 31Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
32Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. 33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: «Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo». 34E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
© Testo a cura della CEI consultabile su bibbiaedu

Paralleli e rimandi:
Gen 1,1; 22,2-9 | Es 12 | 1Sam 9,17 | Is 11,2; 49,1-6; 53; 61,1 | Ez 36,26-27 | Ml 3,23-24 | Mt 3,16 | Mc 1,9-11 | Lc 7,18-30; 9,35; 23,35 | Gv 8,58; 9,41; 10,10; 15,24; 16,8-9 | At 2,33; 11,18 | Rm 8,32 | 1Pt 2,21-25 | 1Gv 1,7; 3,5 | Ap 5,12; 19,9

Questi versetti sono strettamente legati ai precedenti 19-28 poiché, sebbene divisi da una nota temporale che separa gli eventi in due giorni, trattano dell’unica e continua testimonianza su Gesù da parte del Battista.

  • Il giorno dopo. I primi due capitoli di questo Vangelo sono scanditi dal susseguirsi dei giorni ed è interessante notare che la nota temporale del v. 29 non segua un giorno preciso, ma una sorta di giorno “zero” dove tutto ha inizio e poi segue una svolta. Prima di questo giorno ci sono l’annuncio, la vita profetica e la testimonianza del Battista (v.19); la svolta accade nel riconoscimento di colui che è atteso. Seguono altre svolte e altri giorni, come leggiamo nei vv. 35, 43 e nel secondo capitolo. Potremmo fare sintesi in questo modo: il cosiddetto giorno 0 corrisponde a tutto il tempo della nostra vita vissuto nell'attesa dell'incontro che cambia l'esistenza, l'incontro con Cristo. Finalmente, una testimonianza (un Battista) ci ha parlato di Cristo e ci ha indicato lui come colui che solleva gli oppressi dal male e dal peccato. Cristo solleva dalla sofferenza che schiaccia e l’incontro con lui diventa il giorno “uno” della vita nuova. Vorrei rimandare alla lettura della differenza in Genesi 1 del modo di numerare i giorni (l’incontro con Cristo è come una nuova creazione). Al giorno dell’incontro segue la vita del discepolo (vv. 35 e 43) e i lunghi giorni di purificazione verso la Pasqua (cap. 2).
  • Ecco l’agnello di Dio. La parola aramaica utilizzata per dire agnello talya’ ha anche il significato di servo o ragazzo (reminiscenza dell'episodio del sacrificio di Isacco, Gen 22,2-9). È una allusione all’agnello pasquale poiché a Cristo il battista sta riconoscendo di essere colui che salva dalla morte eterna per condurre alla vita di Dio. Certamente siamo davanti alla citazione dei canti del servo in Isaia. Come l'agnello pasquale è un segno della notte del passaggio dalla morte alla vita nuova per gli Israeliti che uscirono dall’Egitto (Es 12), così l'incontro con Cristo solleva l'uomo dalla morte e lo conduce nella sua Pasqua. Egli, l’Agnello del banchetto definitivo (Ap 19,9), ci fa passare dalla morte alla vita risorta.
    Nel commento a 1Pt 2,21-25 aggiungiamo che questa qualità di Cristo fa di lui anche il vero pastore e custode poiché egli non toglie la vita alle pecore, ma offre se stesso affinché tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza (Gv 10,10; At 11,18). Il Battista parla al singolare del peccato e lega questo alla realtà che l'evangelista chiama mondo. Il peccato è il rifiuto di riconoscere Cristo come il Messia e l'inviato di Dio (Gv 9,41; 15,24; 16,8-9). Conoscere Cristo è essere salvati dal peccato (1Gv 1,7). La salvezza, infine, è per tutto il mondo perché il verbo che si fa carne (1,14) è solidale con ogni uomo e donna della terra, per tutta la storia del mondo e dell’umanità. È una dichiarazione sull’universalità della salvezza di Cristo.
  • Spirito Santo. La centralità dello Spirito Santo nella vita del credente è chiara ed evidente per il Battista; allo stesso modo lo è per tutti i cristiani. Il Battista dice di non aver riconosciuto prima l’inviato di Dio ma adesso è certo che nell'uomo Gesù si manifesta la potenza di Dio perché egli è Dio stesso. Il battesimo, come scelta di solidarietà da parte di Cristo verso l’uomo, è epifania della tenerezza di Dio e della sua vicinanza. Lo spirito Santo, che fa leggere la storia con gli occhi di Dio, apre gli occhi del Battista a riconoscere la verità. Nello spirito Santo egli confessa la propria testimonianza e nello stesso Spirito Santo tutti i cristiani riconoscono in Cristo il figlio di Dio e confessano la propria figliolanza e testimonianza di Dio.

Conoscenza e salvezza non sono sforzi noetici, etici o morali. È la comunione intima come matrimonio con lo Sposo che ci dona la sua stessa vita e salvezza. Per questo vorrei chiudere con la citazione di Giovanni della Croce che apre il libro Pienezza, in quanto mi sembra riassuma bene la tensione dell’anima verso il Signore:
«A contemplarci in tua beltade andiam. Ciò significa: facciamo in modo che per mezzo di questo esercizio d'amore arriviamo fino a contemplarci nella tua bellezza nella vita eterna; cioè che io possa essere talmente trasformata nella tua bellezza che, essendo simile in bellezza, ci vediamo entrambi nella tua bellezza, poiché ormai io ho la tua stessa bellezza» (Cantico versione B 36,5).



Paralleli e approfondimenti

  • Paralleli per approfondire: Is 49,1-6; 53; Mc 1,9-11; Lc 7,18-30; At 2,33;
  • Collegamenti nel testo: Gen 22,2-9; 1Sam 9,17; Is 11,2; 61,1; Ez 36,26-27; Ml 3,23-24; Mt 3,16; Lc 9,35; 23,35; Gv 8,58; Rm 8,32; 1Gv 3,5; Ap 5,12.

Quando si usa nella preghiera questo testo?

Nella liturgia questo brano evangelico lo troviamo:
Nel Breviario non troviamo questa pericope. 

In altri riti:
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  • Spirito Santo

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