Atti degli Apostoli 10

Dio non fa preferenze

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vv. 34-43

34Pietro allora prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, 35ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. 36Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. 37Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. 39E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, 40ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, 41non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. 43A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».
© Testo a cura della CEI consultabile su bibbiaedu

Paralleli e rimandi:

Gen 17,7 | Es 3,15 | Dt 10,17 | 1Sam 12,7 | Sal 13,6; 40,11-12; 89; 94,18; 100; 119,90; 138,2 | Is 38,18; 51,8; 52,7 | Lam 3,23 | Dn 9,4 | Mi 7,20 | Na 2,1 | Mt 17,5 | Mc 9,7 | Lc 1,50; 4,44; 9,35; 15,31; 24,41-42 | Gv 14,10.22; 20,22 | At 1,3-5.22; 2,36 | Rm 2,11; 12,1-2 | Gal 2,6 | 1Pt 1,17

San Pietro, Pentecoste San Pietro riceve e comunica la Pentecoste

Il discorso in casa di Cornelio è una sintesi della catechesi della prima comunità cristiana offerta ai neofiti. La conversione dei pagani a Cristo è in parallelo con quella del pensare giudaico che diventa pensare secondo Cristo (Rm 12,2).

  • Dio non fa preferenze di persone. La frase d’esordio è una confessione della conversione della mentalità di Pietro e possiamo intenderla diretta agli ascoltatori pagani, ma ancor di più all’intera mentalità giudaica. L’occhio dell’uomo guarda l’esteriore, mentre lo sguardo di Dio penetra il cuore. Il Signore così aveva suggerito già al profeta Samuele (1Sam 16,7), inviato nella casa di Iesse per ungere Davide nuovo re di Israele. Pietro dà testimonianza di aver ricevuto anch’egli lo stesso sguardo di Dio: i figli sono preziosi per il Padre anzitutto perché figli e poi per le opere (Lc 15,31). Le opere certamente danno testimonianza della crescita nell’amore del Padre, ma non è dall’esteriore che Dio giudica: Egli scruta il cuore. Un cuore puro, inoltre, è certamente offerta gradita al Signore (v. 35 e Rm 12,1).
  • Questa è la Parola. Siamo al cuore del discorso. Qual è la Parola che il Signore ha inviato per mezzo di Gesù? Tre brevi passaggi sul mistero cristiano:
    • Gesù fu inviato a Israele: per annunciare la pace, camminare sulle stesse strade di ogni uomo e infine beneficare e sanare, liberando dal dominio del male;
    • «Ciò che è accaduto»: la formula sintetica racchiude la vita di Gesù che come già in At 1,22 va dal battesimo di Giovanni a tutto il mistero pasquale;
    • «Dio consacrò»: nel Figlio vediamo il Padre (Gv 14,10) e riceviamo lo Spirito (Gv 20,22). Il Signore unico ed eterno si è manifestato nel tempo per la salvezza e l’ha fatto nel Figlio investito dallo Spirito (Lc 4,18), da ascoltare (Lc 9,35).
  • Noi siamo testimoni. Al v. 39 la testimonianza è legata alle parole e ai gesti di Gesù. Dal v. 41 si aggiunge che la testimonianza è anche della signoria del Risorto sul creato e la storia, quindi di quel tempo divino che supera la breve storicità dell’uomo. Pietro ci fa guardare a tre momenti (nel senso di kairòs/kairòi) precisi, per indicare la totalità del tempo (kronòs) redento da Cristo:
  1. Pre-Pasqua: il quotidiano di Gesù fu vissuto intrecciato al quotidiano degli uomini e delle donne del suo tempo. I verbi annunciare, passare, beneficare e sanare, non indicano dunque episodi puntuali, ma fanno sintesi della vita terrena di Gesù. Nell’ordinarietà il Signore incontra la mia quotidianità e mi ama.
  2. Pasqua: la passione di Cristo, l’essere stato rifiutato, condannato e ucciso, trova grazia e senso nella fedeltà del Padre che ha sostenuto, risuscitato ed esaltato il Figlio (Fil 2,5-11). La fede si poggia sulla fedeltà di Dio (Sal 119,90; Lc 1,50).
  3. Post-Pasqua: dopo la Risurrezione, Gesù mangia e beve con i suoi, si manifesta vivo e li istruisce. Il tempo della testimonianza è il tempo della Chiesa che si riunisce attorno al mistero del crocifisso risorto e lo annuncia al mondo.

Se Dio non fa preferenza di persone, chi sono io per valutare me stesso già sicuro della salvezza o il mio fratello e la mia sorella sulla soglia della perdizione? Come insegna San Benedetto è importante cercare la misericordia del Signore ogni giorno per sé e insieme testimoniarla. Così vivremo e annunceremo il suo amore.


Paralleli e approfondimenti

  • Fedeltà di Dio: Gen 17,7; Es 3,15; Sal 13,6; 40,11-12; 89; 94,18; 100; 138,2; Is 38,18; 51,8; Lam 3,23; Dn 9,4; Mi 7,20. 
  • Gesù da ascoltare: Mt 17,5; Mc 9,7; Lc 9,35. 
  • Altri riferimenti: Dt 10,17; Is 52,7; Na 2,1; Lc 4,44; 24,41-42; Gv 14,22; At 1,3-5; 2,36; Rm 2,11; Gal 2,6; 1Pt 1,17.

© don Cosimo Quaranta

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