Isaia 7

La vergine concepirà

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vv. 10-17

10Il Signore parlò ancora ad Acaz: 11«Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall'alto». 12Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
13Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? 14Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. 15Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene. 16Poiché prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonata la terra di cui temi i due re. 17Il Signore manderà su di te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre giorni quali non vennero da quando Èfraim si staccò da Giuda: manderà il re d'Assiria».
© Testo a cura della CEI consultabile su bibbiaedu

Paralleli e rimandi:

Gen 21,20 | Es 3,12 | Is 8,10; 9,5 | Ger 30,11; 46,28 | Bar 3,38 | Ez 43,7 | Os 11,9 | Gl 4,17 | Sof 3,15 | Agg 1,13; 2,4 | Zc 2,14 | Mt 1,23; 28,20 | At 18,10 | Ap 21,3

    Il testo appartiene al primo Isaia (1-39). Il v. 7,9 non necessita di una conclusione, presentandosi come finale aperto, ma 7,10 comunque si aggancia con la questione della guerra siro-efraimita. Essa ebbe inizio nel 734 a.C. e proseguì per i due anni successivi 733-732. Il re Assiro Tiglat-Pileser III aveva conquistato diverse province nella zona e i re di Damasco (Rezin) e Israele (Pekach) avevano tentato di convincere il re Giuda (Iotam) a schierarsi contro gli Assiri. Iotam non accettò e alla sua morte lasciò al figlio Acaz una situazione politica opprimente. Acaz perciò fu vassallo degli Assiri e i suoi successori restarono assoggettati, a costoro prima e ai Babilonesi poi.

    • Il segno di Dio. Il v. 7,10 si apre con il Signore che parla direttamente ad Acaz e poi nel v. 7,13 Isaia continua il colloquio. Due interpretazioni per il cambio di interlocutore. Anzitutto potrebbe esserci qui un racconto sintetico di un tempo più largo in cui Acaz dovette fare discernimento sulla propria vita e sul regno. Ciò che qui è colloquio breve, potrebbe essere avvenuto nel cuore o nel confronto con Dio e il profeta, in un tempo abbastanza disteso. Infatti non leggiamo note temporali specifiche. In secondo luogo, il profeta porta avanti il colloquio iniziato dal Signore poiché parlando in nome di Dio, è Dio stesso che comunica la Parola attraverso Isaia. Acaz ha mancato di fiducia e fedeltà, perciò è messo alla prova con la richiesta del segno. È davvero così superbo da tentare Dio con la richiesta di un miracolo? Il v. 7,11 illustra la cosmologia del tempo per cui i confini della creazione sono delimitati dallo sheol (gli inferi) al di sotto e il cielo al di sopra. È un modo per dire che tutta la creazione è nelle mani di Dio e Acaz può indagare dappertutto per scoprire la potenza del Signore. La risposta del re in 7,12 è saggia. Non chiedendo il miracolo, si rimette nella posizione di fiducia rispetto a Dio.
    • Emmanuele. L’oracolo della nascita del bambino va letto su più registri. A noi è molto caro perché in esso i primi autori cristiani vi hanno riconosciuto una profezia sul Messia Gesù Cristo. Il primo registro è letterale: una giovane donna in età da marito, ancora vergine, concepirà e partorirà. Il registro storico è necessario a contestualizzare: gli ascoltatori di Isaia sono quelli della casa reale. Che si riferisca al figlio del re Acaz o a un figlio del profeta Isaia? Forse Ezechia, figlio di Acaz, che dunque è chiamato a ristabilire la buona sorte per Israele? Oppure un figlio del profeta, preannunciando un nuovo intermediario tra il re e il Signore? Il nome Emmanuele richiede un’interpretazione di livello più profetico-sapienziale. Esso, infatti, è la chiave di lettura, come ben compresero gli Evangelisti (Mt 1,23) e come il collegamento con la profezia regale di Natan in 2Sam 7 ci da conferma. Il significato di Emmanuele è “Dio con noi”. Questo dice la fede della giovane vergine in Dio: il nome dato al figlio è una dichiarazione di fiducia nella provvidenza del Signore. Tale fiducia è il contrario della condotta dei re di Giuda, Israele, Damasco e Assiria. Dio-con-noi nasce dunque dalla fede noi-con-Dio!

    Alla superbia umana, Dio risponde con la tenerezza di un bambino la cui missione è ristabilire la presenza di Dio con l’uomo. Gesù è il compimento più bello di questa parola di speranza. Egli unisce in sé la Dio a noi e noi a Dio.



    Paralleli e approfondimenti

    • Dio-con-noi / Io sono con te/voi: Gen 21,20; Es 3,12; Is 8,10; 9,5; Ger 30,11; 46,28; Bar 3,38; Ez 43,7; Os 11,9; Gl 4,17; Sof 3,15; Agg 1,13; 2,4; Zc 2,14; 
    • Mt 1,23; 28,20; At 18,10; Ap 21,3.

    © don Cosimo Quaranta

    Quando si usa nella preghiera questo testo?

    Nella liturgia questo brano profetico lo troviamo:
    • 25 marzo Annunciazione del Signore 
    Nel Breviario
    • ...

    In altri riti:
    • ...
    TAg di riflessione e commento
    • Isaia
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