Isaia 66

Come una madre

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vv. 5-18a

5Ascoltate la parola del Signore,
voi che tremate alla sua parola.
Hanno detto i vostri fratelli che vi odiano,
che vi respingono a causa del mio nome:
«Mostri il Signore la sua gloria,
perché possiamo vedere la vostra gioia!».
Ma essi saranno confusi.
6Giunge un rumore, un frastuono dalla città,
un rumore dal tempio:
è la voce del Signore, che dà
la ricompensa ai suoi nemici.
7Prima di provare i dolori, ha partorito;
prima che le venissero i dolori,
ha dato alla luce un maschio.
8Chi ha mai udito una cosa simile,
chi ha visto cose come queste?
Nasce forse una terra in un giorno,
una nazione è generata forse in un istante?
Eppure Sion, appena sentiti i dolori,
ha partorito i figli.
9«Io che apro il grembo materno,
non farò partorire?», dice il Signore.
«Io che faccio generare,
chiuderei il seno?», dice il tuo Dio.
10Rallegratevi con Gerusalemme,
esultate per essa tutti voi che l'amate.
Sfavillate con essa di gioia
tutti voi che per essa eravate in lutto.
11Così sarete allattati e vi sazierete
al seno delle sue consolazioni;
succhierete e vi delizierete
al petto della sua gloria.
12Perché così dice il Signore:
«Ecco, io farò scorrere verso di essa,
come un fiume, la pace;
come un torrente in piena, la gloria delle genti.
Voi sarete allattati e portati in braccio,
e sulle ginocchia sarete accarezzati.
13Come una madre consola un figlio,
così io vi consolerò;
a Gerusalemme sarete consolati.
14Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore,
le vostre ossa saranno rigogliose come l'erba.
La mano del Signore si farà conoscere ai suoi servi,
ma la sua collera contro i nemici.
15Poiché, ecco, il Signore viene con il fuoco,
i suoi carri sono come un turbine,
per riversare con ardore l'ira,
la sua minaccia con fiamme di fuoco.
16Con il fuoco infatti il Signore farà giustizia
e con la spada su ogni uomo;
molti saranno i colpiti dal Signore.
17Coloro che si consacrano e purificano nei giardini,
seguendo uno che sta in mezzo,
che mangiano carne suina, cose obbrobriose e topi,
insieme finiranno - oracolo del Signore -
18acon le loro opere e i loro propositi.
© Testo a cura della CEI consultabile su bibbiaedu

Paralleli e rimandi:

Gen 1,28; 9,1 | Esd 3,6-13; 5,11 | Ne 3,1 | Tb 13,11 | 1Mac 10,10 | 2Mac 1,18 | Sal 86,17; 102,17; 126; 131,2; 139; 147,2 | Sir 17,24 | Is 25,7-10; 26,17-18; 44,24; 46,3; 49,15-16; 51,16 | Ger 30,18 | Ag 1 | Zc 8,9; 12,10 | Mt 18,27; 23,37 | Lc 13,34; 15,20 | 1Cor 3,23 | Gal 4,19 | 1Ts 2,7 | 2Ts 2,16

    I versetti in questione sono la conclusione del Trito-Isaia, se consideriamo i successivi 18b-24 come chiusura di tutto il libro canonico. I temi principali sono la gioia, il ristabilimento in patria degli esiliati e la giustizia contro l’idolatria. Fa da collante a questi elementi l’immagine tenera della maternità di Dio e in parallelo la sorprendente maternità di Sion. Suddivisione del testo e commento:

    • Generare alla vita, scampare alla morte. Nei versetti si intrecciano la maternità di Dio e di Gerusalemme, entrambe verso il popolo. Il Signore definisce se stesso sia come una madre (v. 13), sia come chi dona la maternità (v. 9). Anche Sion è gravida (v. 8), pur sembrando questa una cosa inaspettata. Paradossalmente partorisce prima ancora di avvertire le doglie tipiche della gravidanza (v. 7). È tutto inaspettato, infatti, considerava se stessa in un lutto senza consolazione e senza fine (v. 10). Cosa significano queste immagini? L’allegoria della madre in lutto per i figli si riferisce al tempo dell’esilio babilonese (587.597-538 a.C.), al contrario l’inaspettato parto senza gravidanza dolorosa indica il rientro in patria di molti degli esiliati (dal 538 a.C. in poi). A questo periodo appartengono il Trito-Isaia (Is 55-66), Esdra, Neemia, Giona, Aggeo, Malachia e Zaccaria. Israele non ha meriti se non di essere amata da Dio. Egli mostra la sua gloria nella gioia dei suoi figli (v. 5). Egli è fedeltà alla vita (v. 9). Gerusalemme è la madre che può allattare e consolare i suoi figli (vv. 11-12) perché partecipa della più grande maternità di Dio (v. 13). Generare alla vita e scampare alla morte è presente anche in Is 26,17-18.
    • Doppia metafora padre/madre. La metafora di Dio come padre o madre è frequente nella Scrittura. In particolare i cap. 63-66 del Trito-Isaia riportano a più riprese la maternità divina, comune con il resto del testo (Is 44,24; 46,3; 49,15-16; 51,16) e la letteratura sapienziale (Sal 131,2; 139). È ripresa successivamente da Gesù nelle parabole (Mt 18,27; Lc 15,20), negli atteggiamenti (Mt 9,36) e anche da Paolo (Gal 4,19; 1Ts 2,7). In Mt 23,37 e Lc 13,34 Gesù paragona se stesso, inoltre, a una chioccia che vuole raccogliere i pulcini sotto le ali. Il riferimento è a Gerusalemme che non riconosce la visita del Signore e mette a morte i profeti.
    • Isaia, compimento della missione insita nel nome. Il nome Isaia significa JHWH è salvezza / YHWH opera salvezza. Quale migliore chiusura del testo della narrazione del ritorno degli esiliati in patria! Ciò che il nome del profeta significa, il Signore lo realizza. Il salmista del Sal 126 legge quell’evento come un sogno («Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion, ci sembrava di sognare») e il profeta ora garantisce «Voi lo vedrete» (v. 14), cioè “Non è un sogno! Il Signore è con voi”. «La mano del Signore si farà conoscere» (v. 14), cioè “Toccate la terra dei vostri padri. È tutto vostro e voi siete di Dio” (cfr. 1Cor 3,23).
    • Restaurazione dopo l’esilio. Giudizio, giustizia e salvezza sono termini ricorrenti del Trito-Isaia. Anche in questi versetti ne abbiamo testimonianza. La chiusura dei vv. 15-18a ci fa pensare ad almeno due applicazioni dell’idea di giustizia: verso gli idolatri e verso i fedeli. Nei confronti degli idolatri sarà giustizia la ricompensa (v. 6) come morte eterna. I vv. 17-18a dicono dell’andare verso la fine per l’uomo, la sua opera i suoi desideri. A tal proposito i versetti finali sembrano celare una critica dei rimpatriati verso gli abitanti rimasti a Gerusalemme. Perché si sono contaminati con le idolatrie delle altre popolazioni, invece di rimanere fedeli al Signore come, invece, hanno fatto loro lontani da casa? Nei confronti dei fedeli, infine, la giustizia è la restituzione della generatività (Gen 1,28; 9,1) che il male aveva sottratto.

    La restaurazione dopo l’esilio non fu facile perché si trattò di ricostruire anzitutto i rapporti umani, sociali e famigliari. Ricostruzione fa pensare immediatamente a delle pietre da rimettere nell’ordine dal quale sono state tolte. L’insistenza sulla gioia, la consolazione e la fine del dolore indicano comunque una ricostruzione interiore degli animi che il Signore vuole donare, prima ancora che questi possano rimettere mano alle opere esteriori.



    Paralleli e approfondimenti

    • Ricostruzione del Tempio e di Gerusalemme: Esd 3,6-13; 5,11; Ne 3,1; Tb 13,11; 1Mac 10,10; 2Mac 1,18; Sal 102,17; 147,2; Ger 30,18; Ag 1; Zc 8,9;
    • Consolazione: Sal 86,17; Sir 17,24; Is 25,7-10; Zc 12,10; 2Ts 2,16.

    Quando si usa nella preghiera questo testo?

    Nella liturgia questo brano profetico lo troviamo:
    Nel Breviario
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    In altri riti:
    • ...
    TAg di riflessione e commento
    • Trito-Isaia
    • Consolazione
    • Ritorno
    • Restaurazione
    • Ricostruire
    • Gioia
    • Esiliati
    • Generare
    • Partorire
    • Madre
    • Dio come madre
    • 587 a.C.
    • 597 a.C.
    • 538 a.C.
    • Critica
    • Idolatria

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